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Tre nonni si raccontano

Si accudivano animali domestici: polli, anatre, oche, faraone, tacchini, il maiale e chi aveva la stalla anche le mucche

Indice

Sommario

Tre alunni della nostra classe raccontano i loro nonni tra infanzia, famiglia e... cucina.

1 - Mia nonna

Mia nonna nacque a Crema il 2 novembre 1924. Da bambina uno dei suoi unici giochi, e pare il suo preferito, era la bambola. Da ragazza i suoi passatempi preferiti erano trascorrere il tempo con le sue amiche oppure andare a passeggio per la città. Possedeva una bicicletta con cui spesso girava in paese. Le notizie che oggi si possono ascoltare senza problemi in televisione le ascoltava alla radio.

Il suo pasto consisteva in minestra, gnocchi, risotto, pasta, raramente carne rossa e più spesso carne bianca e ancora più raramente il cotechino con la polenta.

Insegnò per breve tempo alle magistrali, poi più tardi si dedicò a dare ripetizioni gratuitamente di matematica e italiano ai bambini del paese.

Si sposò con mio nonno, Riccardo Chiodini, nato da una famiglia che amministrava una media azienda agraria. Mia nonna mi ripete sempre la frase: " allora non avevamo tutto ciò che avete voi" e mi ha detto e sottolineato che una volta il tempo che si passava con gli amici era maggiore del tempo in cui oggi si sta con gli amici perché oggi queste cose sono sostituite dalle nuove tecnologie come il cellulare, la televisione o facebook.

2 - Intervista al nonno sulla cucina

1)D: Qual era il tuo piatto preferito da bambino?

R:Il risotto alla milanese cucinato da mia madre, solitamente di domenica.

2)D:Qual è stato il primo piatto che hai cucinato da solo?

          R:Le uova fritte, devo dire che mi sono divertito molto, un po' meno si è divertita mia madre a pulire la pentola!!!

3)D:Da piccolo osservavi qualcuno che cucinava?

R:Sì, mia nonna. Quando ero da lei con i miei fratelli mi divertivo a tagliare le verdure, che poi mettevo nella stufa a legna dove cuocevano assieme ad altro.

4)D:Qual era il profumo che ti piaceva di più da piccolo?

R:Il profumo del pollo,che cuoceva nel forno, con tutte le spezie.

5)D: Come hai scoperto questa tua passione per la cucina?

R:Semplicemente leggendo libri di cucina, dove ho imparato la cultura di varie regioni.

6)D:Quando eri piccolo che piatti si preparavano?

R:Beh,  uova, verdure, cereali vari, buone zuppe, minestroni e delle ottime torte di mele!  Era una cucina povera:patate con il burro, verdure e vari brodi.

Ormai i gusti sono cambiati, ma alcune volte mi piace molto cucinare ancora come una volta!

7)D: Attualmente, quale profumo ti fa ritornare in mente alcuni momenti della tua

        infanzia?

R: Gli umidi, che di solito preparo in montagna, con pomodori e varie erbe.

Martina Socrate

3 - Intervista al nonno

Argomento: la vita di una volta (passatempi, abitudini, lavori, vestiti ecc...)

Nonno, mi racconti un po' di te?

Il sistema di vita dagli anni ‘50 agli anni ‘70 non è da paragonare ai giorni nostri, anche se si stava meglio quando si stava peggio.

Alle scuole elementari si andava a piedi sia con il tempo bello sia con il tempo brutto, le classi erano cameroni enormi e mal riscaldati. I nostri maestri erano severi però sapevano svolgere con perizia il loro lavoro. A quei tempi durante la ricreazione non esistevano le merendine di adesso, chi era fortunato aveva un pezzo di pane in tasca.

il modo di vestire era piuttosto sobrio, non c'erano capi firmati: il più grande quando smetteva di indossare un indumento lo passava al fratello minore (era così sia per maschi sia per femmine). I giochi di società erano il pallone, la lippa, bandiera, la corsa, nascondino..........

La maggior parte dei coetanei viveva in campagna e dopo aver fatto i compiti al pomeriggio si andava nei campi ad aiutare il papà e la mamma nei lavori agricoli. Si accudivano animali domestici: polli, anatre, oche, faraone, tacchini, il maiale e chi aveva la stalla anche le mucche.

Con l'andare degli anni si iniziò ad andava al cinema una volta alla settimana e naturalmente era obbligatorio recarsi alla messa domenicale e alle funzioni religiose. Quando si arrivava all'età di 16 anni chi aveva la fortuna di poter studiare frequentava il liceo o il magistrale e l'università e chi non poteva, o non ne aveva voglia, andava a lavorare: chi in officina, chi in campagna, chi in falegnameria, ecc.......

Arrivati a 18 anni arrivava la cartolina rosa e si andava a militare cosa che faceva diventare uomini: si imparava ad obbedire, a sacrificarsi ma dava tante soddisfazioni.

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