Gli ultimi articoli sul Comune di Arconate Gli ultimi articoli sul Comune di Arconate

Gli ultimi articoli sul Comune di Bernate Ticino Gli ultimi articoli sul Comune di Bernate Ticino

Gli ultimi articoli sul Comune di Buscate Gli ultimi articoli sul Comune di Buscate

Quando la vita finiva

«Indietro

Lettere da Cefalonia

Il dramma della guerra, nero su bianco.

Indice

Sommario

Storie tragiche della seconda guerra mondiale

Caduti e combattenti della seconda guerra mondiale

Molti dei nostri anziani  hanno ricordi  ancora vividi della seconda guerra mondiale.  Il nostro paese  non  è stato coinvolto in  azioni di guerra vere e proprie, salvo il bombardamento, fortunatamente  senza vittime, avvenuto il 15 agosto 1940, ma   la nostra gente   ha    bene impressa  la difficoltà  di reperimento di generi alimentari  di prima necessità, acquistabili tramite la carta annonaria a prezzi calmierati o al mercato nero a  prezzi incontrollabili e insostenibili  e non dimentica    le prevaricazioni di fascisti e tedeschi.  Si può ben Immaginare     l'ansia  e la sofferenza    di chi aveva  un familiare al fronte  per non parlare  del dolore atroce di  genitori  parenti ed amici di  coloro che non  fecero più ritorno.

Don Mariani, Parroco di Buscate,  al termine della guerra  volle riunire   i caduti e i combattenti in una composizione  che,   invocando   benedizioni per coloro che erano rientrati in famiglia e  luce perpetua per i morti,  li poneva sotto la protezione del Signore, della Madonna e dei Santi.   

Il quadro non è tuttavia completo:  mancano coloro che,  prigionieri o dispersi,  al termine del conflitto non rientrarono subito in famiglia e  di cui non si  ebbe notizia per  molto tempo.

Il deportato

 

Qualcuno  in famiglia  rientrò   ma  non aveva ancora finito di combattere.

Rino Colombo  la  tragedia bellica  la visse prima da   soldato e poi da   deportato.

Non sappiamo esattamente come si svolsero i fatti.  Probabilmente rimase coinvolto   nelle retate attuate per rappresaglia  da fascisti e tedeschi  dopo gli scioperi  scoppiati in molte  fabbriche del Varesotto e  dell'Alto Milanese     negli ultimi mesi del 1943  e  nei primi del 1944. Venne arrestato a Rescaldina  e  detenuto a Bergamo nella caserma Umberto I,  da  cui  fu prelevato il 16 marzo 1944 per essere deportato a Mauthausen- Gusen  dove giunse  il  20 aprile 1944. 

Matricola  n.  58809  -   categoria Schutz: deportato per motivi di sicurezza. Fu trasferito  poi in  altri campi satelliti di Mauthausen: Schwechat e Floridsdorf. 

Liberato dagli americani il 5 maggio 1945 al rientro  in Italia fu ricoverato al Sanatorio di Cuasso al Monte.

Morì il 23 marzo 1947 .

La sua vicenda è scritta  nel ricordo funebre e  nel registro dei defunti, dove Don Mariani   ha voluto  tracciare il   percorso di questo ragazzo morto  a 23 anni.

Rino  - militare di Leva

 

Rino in Ospedale a Cuasso al Monte

 

 

"Colombo Rino, figlio di Luigi e di Colombo Erminia, ....  morto  il 23  marzo 1947 munito del S. Viatico e dell'Estrema Unzione…….. Tubercolato polmonare. Partigiano della liberazione,  catturato dai tedeschi  fu portato in Germania nel campo di  concentramento di Mauthausen. Fu seviziato in tutti i modi più crudeli. Giovane robustissimo fu ridotto  allo stato di scheletro piagato. Dopo lunga malattia nel sanatorio di Cuasso al Monte  fu portato a casa per morire "  

Registro defunti parrocchia S. Mauro Abate - Buscate

Disperso a Cefalonia

Dramma  senza fine  è stato   quello dei  dispersi.  Difficoltà enormi dei parenti nell'ottenere informazioni sulla sorte del proprio caro, non una  tomba su cui piangere,  complicazioni burocratiche  nei  riconoscimenti per il disperso e per i familiari. 

In questo quadro  si inserisce la vicenda  di Gianella Angelo  - classe 1923, figlio di Mauro e di Gianella Virginia. 

Angelo Gianella

Con i  familiari  abitava  alla Cascina Teresa, in via Milano n. 2,  e  lavorava  presso  i Prandoni, panettieri e pasticcieri di Buscate. 

Nel  febbraio del 1943,  non ancora ventenne,   si trova a Matelica dove staziona il 50° Reggimento di Fanteria, non ha ancora fatto il giuramento e già  preannuncia  ai genitori il possibile invio in Grecia. Ma li tranquillizza. Il Colonello ha detto loro che non sarebbero andati in zona di combattimento.   Pensa  a coloro che sono al fronte da ormai   tre anni e   che i familiari non hanno più rivisto. Si preoccupa del mal di testa della madre  e prepara la lista di quanto dovrà portare con sé, perché nel luogo in cui andrà sarà difficile reperire  alcune cose tra cui il tabacco,  convinto che gli servirà ad allontanare la malaria. Chiede alla madre preghiere ma nel frattempo la rassicura dicendole "me la so cavare sempre" e termina  la lettera con un ingenuo   "Vinceremo".

 

 

Dopo l'entrata in Guerra    Mussolini  decise l'espansione dell'Italia verso i Balcani.  Voleva conquistare la Grecia  e  assicurarsi il dominio sul Mediterraneo.   Non andò come previsto  e  l'esercito greco, che meglio conosceva il territorio, ebbe più volte il sopravvento, soprattutto nelle azioni di guerriglia di montagna.  La situazione migliorò quando giunsero in soccorso le truppe tedesche. Nella strategia  militare le isole greche ebbero una importanza notevole.   Fra queste vi era Cefalonia.

E a  Cefalonia  fu inviato  Angelo Gianella.

Da Cefalonia arriva una lettera  datata  19 giugno 1943, inviata tramite un amico.  Racconta  di un viaggio  pericoloso. Di notte si doveva stare con il fucile sempre pronto. Angelo  si ritiene ancora fortunato.  I suoi amici che si spostavano su di un'altra tradotta sono stati attaccati  e vi sono stati  feriti e morti.

Ora si può quasi rilassare. E' giunto a Cefalonia, un'isola di sassi e montagne, dove fa caldissimo,  ma sembra che gli attacchi nemici vengano rivolti più ai battelli in mare  che alla terraferma.  Certo il paese in cui si trova è molto piccolo e  a Cefalonia, che  definisce grande come Legnano,  manca qualsiasi "comodità". Così chiede alla mamma un rasoio, molte lamette, pacchetti di cartine, una penna stilografica  e  del  dentifricio. Con queste cose   si possono ottenere dracme, la valuta locale,   e acquistare  qualcosa da mangiare.   

 

Il 18 di luglio del 1943  Angelo informa   i genitori che  ha ricevuto da casa l'assicurata con bolli, carta da lettere e sigarette.    Torna a  chiedere  con più insistenza altre sigarette, cartine, dentifricio, spazzolino, una spazzola per lavare la biancheria, qualche paio di mutandine, la brillantina, fiammiferi,  borotalco, dei pettini, un coltello e il chinino.  Forse ancora gli servono come merce di scambio per avere qualcosa da mettersi sotto i denti .Il vitto non deve essere abbondante se  chiede  anche qualche alimento a lunga conservazione. Vuole  salutare tutti,  i  genitori,  il fratello,  la nonna,  i vicini di casa  e le sue padrone, la signora Regina e la  signora Mariuccia, le donne di casa Prandoni.

 

Il giorno di Ferragosto del 1943  Angelo scrive nuovamente.  E' appena  smontato dal turno di guardia.

Rassicura i genitori  sulla sua salute  e afferma di aver mangiato bene . Non è festa come nei nostri paesi il 15 agosto  e   c'è una calma  strana.  Il clima  è torrido.  Non piove da  cinque mesi  e tutto è bruciato. L'uva  è appassita sui tralci  e ad  Angelo sembra l'uvetta passa che dai Prandoni  utilizzava   per preparare i  panettoni. 

Da giornate caldissime  si  passa a  notti molto fredde.    Questi sbalzi termici  sono forse la causa dei  molti casi che lui definisce  di "malaria".  Riesce comunque  a  trovare il lato positivo della situazione:   si è  abbronzato  bene perché  passa molte ore in  "mutandine".

 

Da Cefalonia il giorno successivo, 16 agosto 1943, parte un'altra lettera.  Riscontra uno scritto ricevuto da casa.  Angelo descrive una situazione che si sta  facendo faticosa perché i malati di malaria sono ormai tanti  e  chi non è ammalato deve sostituirli  nei turni di guardia, come fa lui,  passando giorni e notti intere  in una posizione non certo comoda sopra un albero,  per non essere visto. Ma non si lamenta:  meglio di guardia che ammalato.  Spera  solo che  arrivino presto dei rinforzi. Inoltre è stato gratificato dal generale,  perché considerato meritevole,  con alcuni regali:  una macchinetta per la barba,  un mazzo di carte, del borotalco, fiammiferi e bustine di limone per l'acqua da bere, forse un disinfettante. Rassicura i genitori sulla sorte di zio Mario, di cui non si hanno  notizie: non può che essere prigioniero!

L'8 settembre del 1943  arrivò a Cefalonia la notizia dell'armistizio firmato dal maresciallo Badoglio, subentrato a Mussolini  quale capo  del governo italiano. In quel momento i tedeschi,  con i quali la convivenza era stata buona,  si sentirono traditi e da alleati divennero nemici. I comandi italiani, dopo alcune perplessità,  decisero di non cedere le armi al nemico  e  di resistere.

La battaglia sull'isola di Cefalonia, nonostante la resa degli italiani avvenuta il 22 settembre del 1943,   si trasformò  in  eccidio e  sterminio. Un pesantissimo rastrellamento portò alla morte migliaia di soldati, i cui corpi vennero gettati nei canaloni, nelle cisterne, dai ponti, ma più spesso dati alle fiamme.

Ad  Argostoli, capoluogo dell'isola,    vennero radunati circa 3000 superstiti italiani   ed imbarcati su diverse motonavi con destinazione Pireo o Patrasso,  per poi farli  proseguire verso i campi di concentramento  tedeschi. Alcune  di queste imbarcazioni non  approdarono nei porti  greci. Incapparono in mine  o ebbero  esplosioni a bordo  e  alla  carneficina  di  terra  si aggiunse  quella in  mare.

Dopo quella del 16 agosto del 1943 alla  famiglia Gianella non arriveranno più lettere da Angelo.

Qualche informazione su  ciò che era successo a  Cefalonia era giunta a Buscate.  I familiari erano preoccupati soprattutto per quelle lettere così puntuali che non venivano più recapitate.   Si rivolsero al Comune,  al Comando del Distretto Militare di Monza, alla  Croce Rossa.  Nessuna  notizia.  Il nome di Angelo Gianella  non figurava  in nessuno degli elenchi  a disposizione del Ministero per la Guerra.

Continuavano a sperare. Forse  era stato deportato in  Germania  e  da lì non ci si  poteva mettere in contatto.

Alla famiglia Gianella  era  per la verità giunta,  non si sa esattamente quando, una lettera datata 10 aprile 1944.   Veniva dalla Germania.  Era di un amico di Angelo a cui  sembra si fossero  rivolti per avere notizie.  Colombo Mario – soldato  F.P. 17513 -  era  stato a Cefalonia con Angelo  ed ora si trovava in Germania  deportato  probabilmente  in un campo di lavoro.  Dalla lettera  si  rileva il riferimento a  Monaco – ad un ufficio di censura postale,   ma non altro.   Contiene una notizia difficile da accettare:  Angelo  era  partito da Cefalonia  per raggiungere la terraferma greca ma la nave  aveva urtato uno sbarramento di mine e  in breve tempo era affondata, trascinando con sé  Angelo e  tanti altri soldati  tra cui Rossi Giannino di San Giorgio.  Indica come data  di partenza da  Cefalonia   il 30 settembre del 1943.

Le navi  partite da Cefalonia ed  affondata in quei tragici giorni furono due, l'Ardena il 28 settembre e la Maria Amalia (ex Marguerite)  il 13 ottobre 1943 . Non sappiamo su quale delle  due  fosse imbarcato.  Molto probabilmente sull'Ardena che ebbe 779 italiani deceduti e 120 sopravvissuti insieme ai 60 tedeschi che erano di scorta. 

La notizia  è terribile.  Ma si continua a sperare.  Fino a quando non ci sono conferme ufficiali  rimane sempre  un briciolo di speranza.

Purtroppo a sei mesi dalla fine della  guerra,   nell'ottobre 1945,  il ministero Assistenza Postbellica – Centro Assistenza Reduci dalla Germania,  non sa ancora dare alcuna  indicazione e promette   di fare un appello radio.

 

Il buio continua. 

Neppure l'intervento del Senatore Abbiate,  a  febbraio 1946,  riesce ad ottenere dal Ministro della Guerra,    una  risposta.  Verranno di nuovo interessate la Croce Rossa Italiana  e perfino il Vaticano.

 

 

Ci vorranno ancora    tre anni prima che il padre, Mauro Gianella,  riesca ad ottenere i riconoscimenti   per il  figlio  disperso a Cefalonia.  Un figlio  amorevole,  un lavoratore affezionato al suo lavoro e al suo datore di lavoro,  convinto  che lui se la sarebbe cavata,   sostenuto  com'era dalla giovinezza, da un pizzico di   fortuna  e  dalle   preghiere dei suoi familiari.   Così non  è stato.

Nell'Albo D'Oro  del Ministero della Difesa Italiana Gianella Angelo risulta deceduto il 8/9/1943,  morto e sepolto in un luogo sconosciuto. 

GIANELLA

ANGELO

6/12/1923

BUSCATE

  Data di Decesso: 8/9/1943
Luogo Decesso: Sconosciuto
Luogo Sepoltura: Sconosciuto

 


Gli ultimi articoli sul Comune di Castano Primo Gli ultimi articoli sul Comune di Castano Primo

C'era una volta a Castano...

Le musiche che erano mandate in onda dai jukebox o alla radio. All’inizio le canzoni erano italiane, poi introdussero anche quelle americane.

Gli ultimi articoli sul Comune di Cuggiono Gli ultimi articoli sul Comune di Cuggiono

L'oratorio di Cuggiono

La storia dell'oratorio di Cuggiono fino alle ultime vicissitudini

Gli ultimi articoli sul Comune di Dairago Gli ultimi articoli sul Comune di Dairago

Abitudini di ieri

La vita di ieri: dai campi alla televisione

Gli ultimi articoli sul Comune di Inveruno Gli ultimi articoli sul Comune di Inveruno

Introduzione ad Inveruno

Informazioni storiche tratte dal sito del comune di Inveruno

Gli ultimi articoli sul comune di Magnago Gli ultimi articoli sul comune di Magnago

Gli ultimi articoli sul Comune di Robecchetto con Induno Gli ultimi articoli sul Comune di Robecchetto con Induno

Tre nonni si raccontano

Tre alunni della nostra classe raccontano i loro nonni tra infanzia, famiglia e... cucina.

Gli ultimi articoli sul Comune di Turbigo Gli ultimi articoli sul Comune di Turbigo

Dalla Lira all'Euro

Sorsero molti artigiani con il desiderio di raggiungere il benessere. A Turbigo si è passati dalla coltivazione della terra agli insediamenti produttivi

Gli ultimi articoli sul Comune di Vanzaghello Gli ultimi articoli sul Comune di Vanzaghello

Tecnologia ieri e oggi

Nel '54 anche a Vanzaghello arrivò il primo televisore, un pesante cinescopio in bianco e nero dentro uno strano mobile: una vera attrazione per tutti!

Ricerca parole chiave Ricerca parole chiave


GUIDA ALLA NAVIGAZIONE GUIDA ALLA NAVIGAZIONE

Scaricate il file allegato "Guida alla navigazione", cliccando la scritta  "Scarica la guida", che trovate sotto.

Dentro il documento troverete informazioni utili sull' utilizzo del portale e sulla creazione di articoli, documenti ed allegati.

Scarica la guida

I più letti di Arconate I più letti di Arconate

Una volta si mangiava così

I più letti Bernate Ticino I più letti Bernate Ticino

I nonni raccontano, i nipoti "computerizzano"

Tutti i lavori fatti con i nostri nonni: si parla di bachi da seta, agricoltura, boschi, tessitura,...

I più letti di Buscate I più letti di Buscate

Il canale e le rogge

I più letti di Castano Primo I più letti di Castano Primo

Vita e alimentazione al tempo dei nostri nonni

Venivano importate solo le banane. Le mele si conservavano e si potevano mangiare in ogni stagione....

I più letti di Cuggiono I più letti di Cuggiono

L'oratorio di Cuggiono

La storia dell'oratorio di Cuggiono fino alle ultime vicissitudini

I più letti di Dairago I più letti di Dairago

Scuola Primaria classi 1C/2C - Progetto Nobits

Motivazioni, obiettivi, finalità e metodi dell'esperienza con i nonni a scuola.

I più letti di Inveruno I più letti di Inveruno

Introduzione ad Inveruno

Informazioni storiche tratte dal sito del comune di Inveruno

I più letti di Robecchetto I più letti di Robecchetto

Tre nonni si raccontano

Tre alunni della nostra classe raccontano i loro nonni tra infanzia, famiglia e... cucina.

I più letti di Turbigo I più letti di Turbigo

Usi e abitudini di una volta

Una tradizione di un tempo era che ogni anno,prima di Natale, si uccideva un maiale da cui si...

I più letti Vanzaghello I più letti Vanzaghello

Tecnologia ieri e oggi

Nel '54 anche a Vanzaghello arrivò il primo televisore, un pesante cinescopio in bianco e nero...