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Il Circolo e la Cooperativa

Due realtà che hanno avuto un ruolo importante nella vita dei buscatesi.

Indice

Sommario

Nascita, vita e tramonto di due società cooperative sorte con scopi mutualistici agli inizi del secolo scorso.

Circolo Nazionale Ricreativo

Un primo locale  denominato Circolo Ricreativo  venne aperto a Buscate nel  1898 in piazza S. Mauro .  Il Circolo Nazionale Ricreativo  -   Società anonima cooperativa – come lo ricordano i nostri anziani è stato  costituito ufficialmente il 25 maggio 1924,  con atto del notaio Satragni. Aveva sede  e ingresso dall'attuale via Marconi,  già via Margherita.  L'accesso  laterale esisteva  ma dava su  quello che allora era un vicolo chiuso.  

L'iniziativa  sembra essere partita nell'ambito dell'Associazione Combattenti e Reduci della prima guerra mondiale. Lo scopo era quello di creare un luogo di amichevole ritrovo fornendo nel contempo vino e bibite.

Era previsto un Presidente, un Consiglio di Amministrazione e  dei Sindaci  - Le figure di gestione erano il Dispensiere  e il Cantiniere. 

Del Circolo  si diventava soci con la sottoscrizione di azioni. L'assetto azionario  e  la quota di sottoscrizione  sono  variati nel tempo.  Non conosciamo il valore delle  azioni nel 1924. Sappiamo che nel 1947 ammontava a  Lire 500, corrispondente a circa  10  Euro attuali.

 

 

 

Nel  1987 si giunge  poi   al valore nominale di 10.000 Lire  per azione.

 

Al circolo di norma  ci andavano solo gli uomini. Con  l'avvento della televisione qualche    ragazza  lo frequentava il giovedì sera per vedere  il Rischiatutto.

A Buscate non mancavano le osterie,  ma al circolo l'ambiente era più familiare e  i costi delle bevande  (soprattutto vino)  inferiori.  Di ricreativo c'era solo il ritrovarsi insieme e  con  l'aiuto di qualche bicchiere di troppo,  si dimenticava una realtà a volte non facile  e si godevano  momenti di euforia etilica. Naturalmente per le mogli  degli habitués della sbronza domenicale non era un luogo da benedire.

Ambiente   a  piano terreno

Nonostante qualche eccesso,  la funzione sociale  non era  esclusa.

Nel 1957 al grande ambiente a pian terreno  venne aggiunta  la  cucina   e  il salone al primo piano dove di svolgevano i banchetti in occasione dei matrimoni. 

Inaugurazione salone al primo piano

La  cantina  non ha mai subito ristrutturazioni.

 

 

Nell'ambito del circolo  si era formata  l'associazione  fra  i contadini che allevavano capi di  bestiame.  Versavano delle quote per ogni animale allevato  e quando un capo (mucca o vitello)   moriva per malattia,   e  quindi non era ufficialmente vendibile,  si provvedeva alla macellazione  e   si distribuiva agli altri allevatori,  a prezzi agevolati,    la carne  sezionata  nei vari tagli.  Tante erano le quote versate  tanti i tagli spettanti.  Si salvava così  dal tracollo  il contadino che  aveva avuto la disgrazia di perdere un capo,  magari l'unico posseduto  e   che rappresentava  il patrimonio di famiglia.  Una forma di coassicurazione  a  rischio ripartito  fra gli aderenti.  

 

Negli anni '60   sorse anche il Circolino,  diramazione del Circolo,   sull'angolo di Via  Manzoni – via per Busto Arsizio.   Ebbe, per un certo periodo, una frequentazione più giovane di quella del Circolo, ma non durò a lungo. 

 

Il Circolo ha cessato di funzionare come lo ricordano i nostri anziani da  parecchi anni. Alcuni ambienti sono stati affittati,  altri gestiti sotto altre forme.  

La cooperativa

E' il 1920 l'anno di costituzione della Cooperativa Nazionale di Consumo o meglio,  come fu chiamata allora, della Cooperativa Popolare Agricola e  di Consumo di Buscate. L'atto di costituzione  è  del Notaio Ettore Papi di Milano ma fu redatto  nella canonica della Parrocchia di Buscate perché l'iniziativa, partita da un gruppo di Soci fondatori e finanziatori,  era stata fortemente supportata dall'allora Parroco Don Luigi Bianchi.  Soci fondatori: Mazzuchelli Alessandro, industriale – Naggi Carlo, possidente – Mascazzini Emilio, costrtuttore edile – Mascazzini Pietro, falegname – Pisoni Giacomo, possidente – Calloni Angelo Luigi, contadino – Mascazzini  Stefano, contadino. L'attività potè iniziare grazie alla sottoscrizione di  azioni, da prestiti senza interessi da parte di alcuni soci  e da un prestito con interessi concesso dalla Parrocchia,  intestato a Don Stefano Ballarati.

Il coinvolgimento della parrocchia nella Cooperativa è continuato nel tempo, con la nomina a  segretario o ad altra carica  del parroco o del coadiutore.  Col passare degli anni incarichi sempre più formali fino a giungere al 1970, anno in cui  cesserà il coinvolgimento di sacerdoti locali (ultimo  don Luciano Cometti, coadiutore).

Lo scopo dell'iniziativa era quello di  consentire alla gente del popolo l'acquisto di beni di prima necessità a prezzi calmierati.  Una forma di concorrenza  ai vari negozianti del paese  che evidentemente  non videro di buon occhio l'iniziativa. 

Giovanni Calloni, il primo dispensiere della Cooperativa

Il primo negozio  era posto nel passaggio che collegava P.za S. Mauro a  piazza Baracca,    in locali in affitto e con attrezzature  di seconda mano.  Nel 1924,  tenuto conto del buon andamento della gestione, ma grazie soprattutto a  nuovi finanziamenti da parte di alcuni soci,  venne acquistato un fabbricato in via Garibaldi (prima via del Forno)

 

La cooperativa in via Garibaldi

 

Nel 1927 la cooperativa  (input  del  regime fascista) cambiò la denominazione in Cooperativa Nazionale di Consumo  ed aderì   all'Ente Nazionale della Cooperazione. 

Festeggiamenti per il decennale della Cooperativa - Presenti rappresentanti del Circolo

L'attività  funzionava  e  consentiva anche di chiudere i bilanci con un utile  ma il 1930, con il fallimento del Banco di San Giorgio, presso il quale la Cooperativa aveva depositato una  discreta somma, fu un anno pesante.  Solo  un nuovo prestito di  Alessandro Mazzucchelli, socio fondatore, consentì di superare il momento di crisi finanziaria.

I risultati positivi  continuarono  per parecchi anni  e   consentirono alla cooperativa  di contribuire generosamente   a favore di varie opere  (Asilo, Parco delle Rimembranze, Colonia Elioterapica e altri).

Venne la  seconda guerra mondiale.  Anni tragici per la popolazione  ma difficili anche per chi doveva gestire  l'attività  vista la penuria di generi alimentari   e   il crescente  numero di   buscatesi   a  cui si faceva credito  ma che non riuscivano a  pagare  il  debito contratto. Dispensiere  durante gli anni della guerra era il Sig. Naggi Benedetto.

Nell'ottobre 1945 riprese servizio, al rientro dalla prigionia in Germania,    il dispensiere Calloni Giuseppe (Giusepin da a Cuperativa)  a  cui si affiancherà la moglie  Ambrogina  (Brusina) e  successivamente  la figlia.

Solo nel 1948  con l'adeguamento del valore delle azione  e l'ingresso di nuovi soci  la Cooperativa riprese vigore.  

Più tardi oltre alla Cooperativa Nazionale  venne costituita,  da un gruppo di agricoltori,  la Cooperativa  San  Mauro,  con  spaccio  in  via Roma e  in via  Manzoni.   L'iniziativa non durò molti anni.

 

Lo spaccio n.1  della Coop. San Mauro

 

L'abbattimento della vecchia chiesa parrocchiale per costruire la nuova  e  la formazione di nuova viabilità con l'apertura di via Madonna del Carmine,  creò l'opportunità di acquisire  una spazio a fianco della nuova chiesa  dove, dalla ristrutturazione di un vecchio edificio,  si  ottenne una  nuova sede per la Cooperativa. Era il 1951.

Giusepin da a Cuperativa con la figlia  davanti al negozio di Via Madonna del Carmine

L'attività  è proseguita  con ammodernamenti e ampliamenti  degli spazi di vendita,  avvicendamento di gestori  e  risultanti altalenanti ma che comunque  consentivano   di andare avanti.

Poi venne  l'era dei supermercati.  Prima nei paesi limitrofi e  in seguito anche sul territorio buscatese.

E la Cooperativa  dovette  arrendersi.   E'  storia  di qualche anno fa.

 

Informazioni storiche dalla pubblicazione "La Coopertiva Nazionale di Consumo di Buscate"  a cura di Ottolini Giuseppe

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