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C'era la guerra... allora i nonni erano bambini

" Dal nostro balcone, di notte, osservavamo l'aurora boreale. Nel cielo si diffondeva una luce rosa e rossa. Il papà diceva che , quando si vedeva l'aurora boreale, sarebbe arrivata la guerra.... infatti , dopo poche settimane, la guerra arrivò".

Indice

Sommario

Nel periodo 1940-45, il nostro Paese venne coinvolto in un tragico conflitto mondiale. I nonni, che allora erano bambini, raccontano la loro esperienza: i ricordi di nonna Teresina; i ricordi di nonno Alessandro; i ricordi di nonna Ida; I ricordi di nonno Carlo e di nonno Peppino.

Nonna Teresina racconta...

  

 

Nonna Teresina racconta:

 

 

L'aurora boreale…

 

.................si vede di notte, a nord. Noi la osservavamo dal nostro balcone:  nel cielo si diffondeva tutta una luce rosa e rossa. Papà diceva che, quando appare l'aurora boreale viene la guerra!   Infatti  dopo poche settimane arrivò la guerra.

 

 L'Italia in guerra

 

Noi allora frequentavamo la scuola S. Carlo (ora Liceo Europeo). In marcia e cantando, ci recammo in piazza dove c'era l'unica radio.(dove adesso c'è il bar Incontro) Dagli altoparlanti si sentiva Mussolini che diceva: -  La dichiarazione di guerra è stata depositata in mano al re.

Così il Duce si alleava con Hitler nella guerra contro gli altri stati europei.

Quando venne dichiarata la guerra tutti erano contenti e lanciavano in aria i cappelli. Ma, ben presto, arrivavano delle cartoline grigie ai giovani chiamati in guerra e non solo, anche agli uomini di 40 - 50 anni per il servizio civile.  Tre nostri conoscenti di 50 anni sono stati mandati sul ponte del Ticino dove c'era la contraerea, cioè i cannoni che servivano a sparare contro gli aerei nemici. Noi, a volte, andavamo lì al pomeriggio in bicicletta.

Anche il mio papà è stato richiamato a 39 anni. Era molto preoccupato perchè lasciava a casa la moglie con due bambine e un'azienda agricola che andava curata. Il suo comandante allora gli ha dato l'esonero.  L'esonero è un foglio che dice che sei esonerato dal fare il militare perché servi di più a casa. Chi aveva grandi aziende agricole doveva lavorare nei campi e parte del cibo prodotto andava ai soldati che erano al fronte. infatti, il raccolto del riso e del grano non lo potevi tenere per te, ma andava all'ammasso. Anche il bestiame poteva essere requisito quando era necessario.

 

La miseria

La guerra porta famm, fumm, fregg

 All' epoca si soffriva la fame: c' era miseria, il cibo era razionato. C'era la tessera annonaria , una tessera con cui si faceva la spesa e che durava un mese . Si acquistava lo zucchero, l'olio, il pane, il riso , la pasta e il sapone e tutte le volte ti toglievano una tacca dalla tessera. Quando le tacche erano finite non potevi comprare più nulla. Al mercato nero che era proibitissimo, un chilo di zucchero costava come uno stipendio di una maestra di oggi, lo stesso il sale. L'olio, il sale, lo zucchero dovevano bastare per un intero mese. Il latte veniva " condito" con un po' di sale. Se avevi bisogno di pane potevi scambiarlo con qualcos' altro, ad esempio con il sapone. Quando si andava alla ricerca di cibo dovevi fare attenzione ai soldati che pattugliavano Arconate, infatti se ti beccavano contrabbandare cibo ti portavano nei campi di concentramento. Invece si poteva andare nei campi a raccogliere l' insalata matta, il cicorino e il panculdin e in autunno si andava a cercare i funghi.

In inverno faceva molto freddo La legna era poca, il carbone era poco allora per scaldarsi si andava nella stalla e ,a volte, si dormiva lì...

I soldi erano pochi e non si potevano comperare vestiti nuovi, ma si usava passare quelli smessi ai fratelli o sorelle più piccoli e quelli consumati si giravano dall'altra parte.

Non si buttava niente, neppure gli stracci che venivano dati allo straccivendolo in cambio della lisciva, una polvere che serve per fare il bucato.

Le mamme e le nonne confezionavano i lavori a maglia da mandare ai parenti soldati in Russia dove faceva molto freddo e allora quando urinavano, la pipì non faceva in tempo a toccare terra che era già diventata ghiaccio.

 

La seconda guerra mondiale

La seconda guerra mondiale è stata una guerra diversa dalle altre perché non si è combattuta solo al fronte, ma anche in paesi, città, mare e aria. quindi venivano coinvolti anche i civili.

Con l'arrivo di Inglesi e Americani in Africa si pensa a far perdere la guerra alla Germania. Gli Inglesi sbarcano in Sicilia e risalgono tutta l'Italia  per scacciare i Tedeschi. Dopo l'8 settembre il re scappa a Pescara. Gli Americani conquistano Roma. I Tedeschi, rabbiosi nei confronti dei traditori italiani, reagiscono con violenza e crudeltà. I soldati dell'esercito non sanno cosa fare, molti scappano sulle montagne perchè non vogliono combattere per la Germania e si uniscono ai partigiani nel tentativo di scacciare i nuovi nemici dall'Italia.

 

Le comunicazioni

A quel tempo non si compravano i giornali anche perchè il giornale era uno solo: " Il Popolo d 'Italia ". Per conoscere  l'andamento della guerra andavamo dove adesso si trova il bar Incontro. Lì, con le bandierine, aggiornavamo la carta geografica sulle posizioni dei nostri soldati.

Dopo l' 8 settembre le comunicazioni arrivavano attraverso RADIO-LONDRA che si ascoltava solo di notte perchè guai se si veniva  a sapere che qualcuno ascoltava questa radio che diceva effettivamente quello che stava succedendo mentre il giornale riportava le notizie manipolate.

Tutta la posta veniva aperta e controllata;      Ogni cosa era controllata dal regime .Dovevi stare attento a mandare le lettere perché in quel tempo controllavano la posta e se scrivevi qualcosa di male contro il regime ti mandavano nei campi di concentramento e se avevi scritto qualcosa di molto grave ti fucilavano.

 Anche Radio-Londra, quando ha trasmesso la notizia dello sbarco alleato in Normandia, lo ha fatto in codice dichiarando: - La colomba ha spiccato il volo.

                                                                                                                                    I bombardamenti

I miei genitori mi hanno iscritta alla media di Magenta e dovevo fermarmi in collegio perchè non c'erano mezzi di trasporto adeguati. Un giorno le suore ci hanno radunate tutte in un'aula intanto si sentiva un rumore strano in lontananza: erano arrivato gli aerei a bombardare Milano.

E' stata la mia prima esperienza, ma non ho capito niente perchè le suore, per non spaventarci, non ci hanno spiegato nulla di ciò che stava accadendo.

A giugno sono tornati. Quando arrivavano gli aerei sentivi un rumore sordo. Anche oggi, quando sento questo rumore alla televisione, mi spavento. La mia famiglia aveva un'azienda agricola, tutti si adunavano su un muretto. Mi ricordo un cielo rosso fuoco e un rumore spaventoso.

Il cielo rosso era  Milano che bruciava.

Quando arrivavano i bombardieri suonava una sirena. Tutti avevano paura dell'allarme. La gente fuggiva nei boschi e nei fossati. La gente non si fermava in paese perchè aveva paura che bombardassero le case. La signora Cecchina era terrorizzata. Quando suonava l'allarme non capiva più niente. Una volta si è buttata in un fosso e si è fermata sopra un formicaio. Le formiche la pungevano ma lei non si muoveva. Al cessato allarme era piena di ponfi sul sedere.

Io e mia sorella andavamo a dormire dalle mie cugine che erano rimaste sole perchè i due fratelli erano in guerra e noi facevamo loro compagnia. Quando suonava l'allarme uscivamo in camicia da notte: - Vargogna,adess va vedan !- ci dicevano gli adulti perchè pensavano che la vistosa camicia bianca potesse attirare l'attenzione degli aerei e quindi uno sgancio di bombe.

 

Era una paura continua...

 

Allora frequentavo le scuole superiori a Gallarate. Prendevo il pulman alle sette ad Arconate, raggiungevo Legnano dove prendevo il treno che in realtà era un carro merci, il più delle volte scoperto .Di solito si rimaneva in piedi . Noi che eravamo le ultime a salire sul treno che arrivava da Milano  lo trovavamo strapieno tanto che dovevamo star fuori sul predellino e arrivavamo a Gallarate con le sopracciglia ghiacciate. Una volta è scattato l'allarme aereo allora ci siamo fermate a Legnano.

Tutti i giorni, al suono dell'allarme, i prof ci portavano  nei rifugi antiaerei, una cantina dove si radunava una marea di gente. Io avevo paura. Se avessero bombardato la casa e fosse crollata sopra di noi, non ci avrebbe trovato più  nessuno... allora scappavamo nei campi e stavamo lì nei fossi fino al cessato allarme. C'era sempre un topolino che ci faceva compagnia.

Un giorno, mentre ci trovavamo sulla strada per Inveruno, un aereo ha cominciato a colpire con la mitragliatrice allora ci siamo buttate nel fosso con le nostre bici.

 

La liberazione

Si sapeva che sarebbe successo qualcosa di nuovo... c'erano degli amici di Milano: nel sentire le loro chiacchiere ho captato "  In aprile finirà tutto ".

Il 25 aprile 1945 sono arrivati gli Americani con le camionette vicino al municipio: erano giovani ragazzi che sorridevano, distribuivano cioccolato, caramelle, sigarette e corteggiavano le ragazze. Dopo cinque lunghi anni la guerra era finita.

 

I ricordi di nonno Alessandro

 

 

 

 

I ricordi

di nonno Alessandro

 

La scuola e il Regime fascista

 

Il signor Ruggeri ha iniziato la scuola nel 1934 e l'ha finita nel 1942.

Dai 6 agli 8 anni i maschi erano chiamati i " Figli della lupa" e le femmine le" Piccole italiane ", mentre i maschi più grandi erano i" Balilla ".Ognuno di questi gruppi aveva obbligatoriamente una propria divisa.

Dice la maestra:- La mamma di una mia amica che frequentava la prima elementare non aveva la divisa perchè la sua famiglia non poteva permettersela allora è stata bocciata.

C'erano poi gli Avanguardisti e i ragazzi, a18 anni, facevano il Premilitare.

Al sabato pomeriggio i maschi facevano l'esercitazione militare con il moschetto. ( vedi foto )

La divisa veniva indossata in diversi occasioni ad esempio quando Franco Parenti, federale fascista, è venuto ad Arconate a trovare un amico conosciuto nella guerra 15/18, è stato accolto dalla banda e dai ragazzi obbligatoriamente in divisa. 

 

La giornata della "fede"

 

Il giorno 8 dicembre del 1935 si è svolta una manifestazione chiamata giornata della fede ossia dell' ORO ALLA PATRIA.  Fu chiamata cosi perché l'Italia non poteva più comprare il petrolio, il rame l'oro e allora tutte le donne del paese sono andate in comune e hanno buttato la fede in un vaso.

Il signor Alessandro ricavò una vera fede per la sua mamma perché non si poteva permettere di comprarne un'altra d' oro. - Con una moneta da 10 centesimi ho fatto a mia mamma una vera ( fede) che sembrava d'oro. Ci sono volute due-tre ore di lavoro.  Alcune donne, se potevano, andavano a comprare una fede più piccola e leggera della loro da offrire obbligatoriamente.

Per le case giravano giovani avanguardisti vestiti da balilla  a prendere il ferro da stiro, un badile, una vecchia zappa, anche una cancellata per utilizzarne il ferro.

   

               

Il 10 giugno del 1940 è iniziata la guerra:

eravamo tutti in piazza a battere le mani. 

Sembrava un gioco, ma poi arrivarono i morti

 

Allora , non c'era la radio e il signor Ruggeri l'ha avuta nel 1949. In piazza c'erano gli altoparlanti per ascoltare il discorso di Mussolini.  

 Nell' ottobre del 1940 Mussolini ha dichiarato guerra alla Francia, un paese già in ginocchio e, ancora oggi i francesi non ci perdonano il gesto vile di aver infierito contro un paese già provato.

La prima medaglia d'oro l'ha ricevuta un ragazzo di Mesero  addetto alla mitragliatrice, Carlo Noè per aver combattuto ed essere morto sul fronte Franco -Piemontese. Anche gli avversari hanno ammirato il suo coraggio.

L'Italia era in guerra contro la Francia, in autunno contro la Grecia e in inverno contro la Russia. I giovani erano in guerra. In Grecia ci furono i primi morti arconatesi.

Il 14 agosto del 1940 gli Inglesi hanno bombardato Buscate. Verso le 2 di notte si vedevano i lampi verso Buscate. Nei nostri paesi, di sera, c'era l'oscuramento cioè si dovevano coprire i vetri con la carta per nascondere l'esistenza delle case ai bombardieri. Allora in quel paese c'era l'autopista. Probabilmente il bombardiere ha visto le lucine dell'autopista ed ha sganciato le bombe. Ci sono stati buchi nel terreno, ma nessun morto, ma così si capì che la guerra era una cosa seria.

 

Nell'ottobre del 1940 Mussolini ha dichiarato guerra alla Grecia. Per dire alla famiglia che il figlio era morto in guerra arrivava un telegramma, consegnato dalla polizia. " Se ti arrivava il telegramma quello era un giorno triste".

I nostri soldati avevano le scarpe di cartone legate con strisce di stoffa e in Russia è stata una tragedia, sono andati a morire di freddo. I soldati tedeschi invece avevano le attrezzature giuste e ti davano l'idea di essere vestiti bene.

Nel 1941 in Cirenaica è morto il dott. Zerbi un bravo dottore generoso e alla mano, ti dava fiducia e poi ti faceva guarire.Tutto il paese lo amava. E' andato lì a fare il volontario come tenente medico Gli inglesi bombardarono la tenda ospedale dove lui operava. Suo figlio volle che fosse riportato ad Arconate dove I balilla andarono a fare il picchetto d' onore.

Il 24 ottobre del 1942 gli Inglesi hanno bombardato Milano e la gente scappava. Molte famiglie sono "sfollate " dalla città e sono venute qui ad Arconate. I contadini di Arconate andavano a Milano a caricare gli effetti personali. Una di queste famiglie è stata ospitata dal Signor Ruggeri, hanno portato la loro biblioteca e per proteggerla dalle bombe è stata custodita in un locale dato in affitto proprio dalla famiglia Ruggeri. Avevano dei libri bellissimi.. Il Signor Alessandro, per la prima volta a 10 anni, ha visto libri importanti e lui andava lì a leggerli.

Il 25 luglio del 1943 è caduto il fascismo, ma la guerra continuava. Il generale Badoglio prese il comando dopo la caduta di Mussolini.

Nell'agosto di quell'anno Milano fu bombardata per 4 notti. Da qui si sentivano i colpi e si vedevano i fari della contraerea che sparava agli aerei che bombardavano Milano . il quadro, rappresentante l' ultima è stato salvato, il duomo di Milano si è salvato con le macerie di Milano hanno costruito una montagnetta. oggi Monte Stella, che oggi è stata riempita di verde .

L' 8 settembre ci fu l'armistizio, i generali e il re scapparono lasciando i militari in caserma senza ordini. I Tedeschi iniziarono ad accerchiare le caserme e a vendicarsi. I militari buttavano le divise e cercavano abiti civili per sfuggire all'ira dei Tedeschi. Mia zia Maria portava i soldati in casa e dava loro vestiti civili per non farli riconoscere. Anche lei aveva i figli in guerra e sperava che qualcuno li aiutasse.

-Dopo il 25 aprile iniziarono a tornare i nostri soldati .Li vedevo arrivare a maggio ,giugno, luglio, agosto, settembre... arrivavano anche dalla Germania e dalla Russia a piedi.

 

Lo sciopero della Franco Tosi


Il 5 gennaio del 1944 , il sig. Ruggeri aveva 15 anni. Alla Tosi c'era lo sciopero. Era uno sciopero " cattivo ".I calderai minacciavano i Dirigenti davanti a un forno elettrico. Verso le 10 arrivarono le SS " erano cattivi! ". Questi si misero a sparare, a sparare per davvero. Quindi tutti si rientrò nei reparti a lavorare. Quel giorno lì dello sciopero hanno preso 70 persone e le hanno portate a San Vittore  a Milano. Poi dei 70, 15 li portarono a Mauthausen in Germania, nel campo di sterminio. Non tornarono più.

 

Il pane quotidiano...


Il cibo a quei tempi era per tutti lo stesso. Le donne facevano il pane e lo portavano al forno. Il lievito se lo passavano da donna in donna. A colazione c'era la zuppa di pane e acqua nella scodella poi l'acqua si scolava e si metteva un po' di latte. Solo per il papà c'erano le uova e il caffè , perché doveva lavorare. A pranzo c'era la minestra; solo per il papà c'era il secondo. Alla domenica c'era la carne di mucca dura che costava poco, ma buona. Con il brodo di carne si faceva il risotto e alla sera si mangiava la carne con le patate lesse.

A Natale era festa e si ammazzavano le oche o qualche gallo. Il signor Ruggeri non ha mai sofferto la fame poiché le cose erano uguali sia prima sia durante la guerra. Tutti vivevano la stessa condizione e nessuno si sentiva inferiore. Il cioccolato lo ha visto in V elementare.

 

I bambini si divertono comunque


All' epoca c'erano i seguenti giornalini: l' Intrepido, il Corriere dei piccoli, il Monello, l' Avventuroso. Costavano 30 centesimi, che corrispondevano alla sua paghetta. Un giorno tornando a casa col giornalino la mamma lo sgridò perchè riteneva che fossero soldi sprecati e glielo fece riportare indietro. Allora si scambiavano i giornalini per poter leggerli. Per divertirsi andavano in piazza a toccare il palo di ferro (faro) e sentire la scossa, col rischio di rimanere fulminati.

Tutte le domeniche fuori da messa c'era quello che faceva lo zucchero filato e si sputava sulle mani per inumidirle e lavorare lo zucchero. Era nero ma loro lo mangiavano ugualmente e con gusto, poiché  sembrava una cosa buonissima, lo chiamavano " il sugo ".

Altri giochi erano: le figurine dei calciatori e dei ciclisti, il salto della corda, il "calimun", una specie di trottola con la punta metallica e si faceva girare con una corda, il gioco dell' oca e il culugnun. Quest' ultimo gioco consisteva in: si partiva dal Crocifisso e poi di corsa si arrivava in piazza. Vinceva il più veloce.

C'era pure un gioco di nome rurù, tipo indovina chi, e quando il sospettato veniva scovato lo si inseguiva picchiandogli il fazzoletto in testa Giocavano anche a calcio.  Solo la squadra di calcio possedeva un pallone di cuoio. Alessandro ha avuto la prima palla in quinta elementare. L' Arconatese giocava contro la Bustese o l'Inveruno.

"D'estate facevamo il bagno nel canale, ma non avevamo il costume, ce lo facevamo da soli con il fazzoletto."

 

Il 25 aprile

 

- Vado a lavorare in bicicletta alla Franco Tosi di Legnano e trovo un carro trainato da cavalli alle 7.30. Qualcuno cercava di scappare...

- Oggi non si lavora! - dicono in fabbrica.

Torno a casa in bicicletta. Vicino al Cotonificio Bustese trovo un nonno che grida: - Fuori! Fuori! E' finita la guerra....

In paese giravano i partigiani della brigata " Alfredo di Dio " con i fazzoletti azzurri al collo. La guerra, dopo cinque lunghi anni, era finita.

 

 

 

 

 

 

 


 

I ricordi di nonna Ida

 

 

I ricordi

di nonna Ida

 

A scuola

Da bambina abitavo a Piove di Sacco in provincia di Padova.Sono andata a scuola nel 1941 quando la guerra era già cominciata

Prima avevo avuto una maestra, ma poi è stato ucciso suo marito e lei non è più venuta a scuola. 

Il maestro  veniva a scuola con la pistola, perchè per andare a scuola dovevi passare dove c'erano i Tedeschi, i partigiani e i fascisti.

Il sabato fascista si teneva  nel campo sportivo. I bambini avevano il moschetto e marciavano.

A scuola si studiavano le stesse materie di oggi: italiano , matematica, storia e geografia ma in classe eravamo in 40\50. Prima di entrare a scuola si faceva il saluto romano e si pregava.

 

La guerra...

 

  All'inizio della guerra, gli anni sono passati abbastanza tranquilli perchè non c'erano i Tedeschi... ma poi arrivarono e si appropriarono di tutto quello che serviva loro. Hanno occupato i due plessi delle scuole, hanno occupato un edificio in piazza.

Noi eravamo sul Brenta. I Tedeschi hanno tagliato e bruciato tutti gli alberi per fare la postazione per l'avanzata. Hanno costruito le casematte dove mettevano le mitragliatrici.

Si appropriavano di ogni cosa. Noi eravamo senza niente.

Quando arrivavano, entravano in una casa dicevano: "questa ci serve!". A quel punto loro, i proprietari, rimanevano senza casa.  Prendevano  polli, buoi, maiali. Qualsiasi cosa di cui avevano bisogno la prendevano. Non ci si poteva ribellare altrimenti venivi fucilato.

Dopo l'invasione tedesca la vita cambiò; questi Tedeschi hanno fatto terra bruciata.

 

 

                      Quanto freddo...                      

Non ricordo di aver sofferto la fame, ma tanto tanto tanto freddo. Quando andavi a letto faceva freddo e non esistevano i riscaldamenti. All' epoca si usava riempire un contenitore di acqua calda per scaldare il letto. Sui vetri c'era il ghiaccio. Di sera preparavamo un catino con l'acqua, ma la trovavamo completamente ghiacciata.

Noi bambini venivamo portati nelle stalle per scaldarci.

Mancava la legna.

Un giorno, quando erano già stati tagliati tutti gli alberi, la zia mi ha detto: - Vieni con me! -  Dovevamo andare sotto l'argine del fiume dove la legna era stata accumulata in grandi cataste.  Infatti, i bambini andavano lì a prendere i tronchi, ma i Tedeschi avevano occhi dappertutto e li scoprivano.

- Tu sei piccola e non ti vedono... - ma cominciarono a sparare. La zia allora mi prese per un braccio e arrivammo a casa strisciando per terra.

 
Ricordo ...

Noi eravamo una grande famiglia di 14 persone. Noi piccoli eravamo protetti dai grandi.

Papà aveva scavato una trincea nei campi per ripararci durante i bombardamenti aerei.

Quando suonava la sirena di allarme che segnalava l'arrivo dei bombardieri si doveva correre e sdraiarsi nella trincea dove si era riparati.

Dalla trincea noi vedevamo tutto.

 Gli attacchi avvenivano così: c'era un aereo davanti e due aerei di fianco e leggermente indietro poi, lanciavano le bombe a "mitraglia" (in successione).  

Durante il primo bombardamento hanno buttato bombe su bombe, ma non hanno buttato giù il ponte del Brenta,  la seconda volta lo hanno colpito.

Di notte c'era il coprifuoco e  l'oscuramento . Dalla finestra non doveva filtrare nemmeno un filodi luce altrimenti gli aerei sganciavano le bombe sui punti luminosi.

Una notte si sentiva passare il ricognitore. Le bombe arrivarono alle due. Io dormivo vino alla finestra. Una scheggia mi è passata a 10 centimetri dalla testa. La casa era devastata: non si poteva più dormire lì.

Siamo andati allora nel sotterraneo della casa del Genio Civile dove c'era il Magistrato delle  Acque. Ognuno aveva il suo pezzetto di spazio.

Hanno  messo la paglia, i materassi, le coperte, ma la nonna si è sempre rifiutata di venire a dormire in quel posto.

 

Finisce la guerra

Una notte abbiamo sentito un gran tramestio. Abbiamo guardato dal piccolo oblò passavano carri, cavalli, carri armati, soldati. Non capivamo cosa stesse succedendo, ma i grandi lo sapevano. Era la ritirata, finiva la guerra.

I ricordi di nonno Carlo e di nonno Peppino

 

Nonno Carlo e nonno Peppino erano molto piccoli quando c'era la guerra ma ricordano che...

 

Solo a Natale c'era il panettone...

 

 

Durante la guerra c'era la miseria , ma noi non ce ne siamo accorti perchè avevamo fame anche prima della guerra . Oggi la frutta cade per terra dove marcisce perchè nessuno la raccoglie ... è più comodo trovarla sulla tavola . Un tempo invece non si scartava nulla, nemmeno la buccia e speso si andava a rubarla. I dolci non c'erano mai, solo a Natale si mangiava una fetta di panettone.

 

Gli Americani, le cicche, il cioccolato...

 

 

Nel 1945, più o meno dove oggi c'è la scuola primaria, c'era il grande bacino del Villoresi che si poteva considerare la piscina di Arconate. Era pericoloso perchè c'erano i mulinelli. I nostri genitori infatti non volevano che noi ci andassimo, ma non sapevamo resistere. noi però non avevamo il costume quindi facevamo il bagno in mutande...ma poi dovevamo strizzarle e farle asciugare bene per non farci accorgere dai nostri genitori.

Gli Americani che stavano a Legnano, venivano ogni giorno verso le 13.30 a fare il bagno e, dalle loro camionette, distribuivano le cicche e il cioccolato. Noi bambini correvamo loro incontro, sembravamo i bambini del terzo mondo...

 

Il 25 aprile

Il 25 aprile stavo dai nonni vicino alla chiesetta della Madonna. Una mattina vedo arrivare i partigiani col fazzoletto rosso e i fucili.. Bisogna andare a chiamare il sagrestano che doveva suonare le campane perchè era finita la guerra. Io sono andato subito con loro. La gente si radunava in piazza.

A casa, lo zio Sebiu stava mungendo una mucca, ma lo chiamarono: - Sebiu, andiamo a Milano che hanno ucciso il Duce!!! Lo zio ha lasciato il latte e la mucca mentre la zia gridava perchè non voleva che andasse.

Gli Americani stavano nel mio cortile. Mi ricordo che tiravano tanti fili rossi come quelli della corrente. Avevano le baionette fissate sui fucili di precisione ancora oggi usati dai granatieri di Sardegna.

E in conclusione...

... date un'occhiata anche al nostro elaborato, schiacciando a fianco della graffetta sottostante!

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