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Testimonianze sulla guerra

il sabato fascista, in cui le ragazze facevano ginnastica, mentre i maschi marciavano e se si saltava anche solo un sabato si veniva picchiati

Indice

Sommario

Episodi di storia e di vita

Le testimonianze dei nonni sulla guerra

Nonno Sarino ci racconta le esperienze vissute da giovane parlando di una delle guerre più importanti: la campagna d'Albania. Egli ci arrivò in treno e ci mise ben 15 ore di viaggio; ci raccontò anche di una sua "brutta" esperienza, vissuta sempre in Albania, cioè l'uccisione di una ragazza che era il nemico. Ci parlò anche di quando, per la prima volta, vide due corpi senza vita: erano carabinieri a cui erano stati tolti tutti i vestiti, perché così facendo "gli assassini" si sarebbero potuti camuffare in carabinieri impossessandosi anche di armi. Egli quando andava in guerra guadagnava circa sei lire al giorno, con cui poteva permettersi un pasto completo, in oltre, quando andavano in un ristorante, servendosi di tesserini potevano permettersi di mangiare cose, che persone che non li possedevano, non mangiavano.

Nonno Carlo, invece, nato e cresciuto a Bernate non ha vissuto la guerra ma ci ha potuto dire di quando andava a lavorare al Ticino (raccogliendo pietre) che gli aerei americani bombardavano su di esso per abbattere il ponte su cui passavano i tedeschi, ed egli e i suoi compagni, per difendersi, giravano le barche e si nascondevano al di sotto; non ci sono mai stati morti, ma un ragazzo ha perso un braccio. Non avendo vissuto la guerra, ci ha raccontato come viveva, in una famiglia numerosa, a quei tempi. Naturalmente la prima cosa che disse è che si viveva nella miseria: non c'era molto cibo, la cosa più comune che di mangiava era il pane (che veniva fatto ogni 15 giorni), lui e i fratelli dormivano in un letto unico, la sorella in un letto da parte e i genitori in un letto matrimoniale; nel loro "armadio" c'erano solo due vestiti quello per la festa e quello per il lavoro/scuola, avevano anche delle scarpe simili a zoccoli in legno, quindi molto scomodi e dolorosi, e per non consumare il legno, nonno Carlo metteva della gomma, ma quando essi si rompevano vi si portavano dal ciabattino e i vestiti venivano confezionati dal sarto del paese.

 Nel tempo di Mussolini, i due nonni, ci hanno spiegato che c'era il sabato fascista, in cui le ragazze facevano ginnastica, mentre i maschi marciavano e se si saltava anche solo un sabato si veniva picchiati. Tutte le famiglie, anche quelle più povere, dovevano consegnare allo stato ogni gioiello d'oro che possedevano, perché si diceva che sarebbe appartenuto alla patria. Una frase molto famosa di quel tempo, scritta su alcune case, era: "credere, obbedire, combattere"

Pola

I treni a quel tempo andavano a vapore e la stazione più vicina a Bernate Ticino era quella di Cuggiono.

I giovani nel tempo libero andavano alla Pesa a giocare a carte, c'erano 9 osteria a Bernate.

C'era la miseria e non si faceva niente da piccoli, solo alcune volte si giocava a nascondino.

A pola, in Istria, c'erano tanti ristoranti.

Di stipendio ai soldati davano 6 lire al giorno e con 4 lire si poteva mangiare primo, secondo,… ma ci voleva la tessera.

Le scarpe avevano il legno sotto e la pelle sopra, duravano 2/3 anni, non c'erano gli stivali,

quando si rompevano si andava dal ciabattino.

Il pane si faceva ogni 15 giorni ed era duro.

In casa c'erano le stufe e non i caloriferi.

A scuola si andava vestiti in modo più elegante; ci si trovava alle 5:30 del mattino per andare a messa.

Nel loro "armadio" c'erano 2 vestiti: quello della festa e quello per il lavoro.

"Eravamo 4 fratelli dormivamo tutti nello stesso letto, mentre mia sorella dormiva da sola e in genitori in un altro letto; dormivamo in 7 nella stessa stanza."

                                                                                                   -Carlo Baroli-

"Eravamo 9 fratelli ne 1 sorella"

                     -Rosario Melissari-

C'era già il telefono prima con la scheda poi a gettoni e prima la telefonata passava da un centralino.

Dopo la caduta di Mussolini si è dovuto chiamare un carabiniere per arrestarlo che ha voluto far scrivere l'ordine e poi portò Mussolini in carcere a Roma.

Dopo che Mussolini fu arrestato ci fu un altro governo fascista.

Il signor Sarino con Achille e Barni erano vicini a un ponte minato.

Durante la guerra i soldati cantavano; una canzone tra le tante era:

Duce, duce chi non saprà morir

Il giuramento chi mai rinnegherà,

nuda la spada quando tu lo vuoi

il gagliardetto al vento tutti verremo alte

Discorso del Duce Mussolini da palazzo Venezia:

M: Popolo d'Italia volete la guerra?

P: Si e applaudivano

M: E noi la faremo!

P: applaudiva

Episodi

Il signore ritratto insieme al "nonno Sarino" è più grande di lui veniva dall'Albania e Sarino dalla scorta della Tradotta, c'è stato l'armistizio. I tedeschi dicevano loro che li avrebbero portati in Italia, Sarino non aveva ancora buttato il fucile e quel signore andò con loro e fu portato in Italia con il treno. Sarino scappò e arrivò a Trieste a piedi.

Quel signore fece due anni di prigionia, me a quel tempo non si conoscevano, lo ha conosciuto adesso perché lui abita a Turbigo.

Ai loro tempi le fotografie venivano fatte con un cavalletto e c'era come una tenda e si andava sotto e si scattava.

Dall'Italia all'Albania Sarino andò in treno che andava a vapore e la stazione più vicina era a Cuggiono e per andare a Milano ci volevano ore perché si fermava in tutti i paesi e si chiamava "Gamba da Legn"; andava a Milano con i barconi sul Naviglio.

Quando bombardavano il Ticino per abbattere il ponte dove passavano i Tedeschi non potevano passare le barche, c'erano i cartelli che vietavano che le persone andassero sulla spiaggia a lavorare; gli aerei venivano ogni 15 giorni e quando arrivavano c'erano le sirene.

Carlo Baroli, che abita in via Marconi dove c'è il Naviglio, si ricorda che durante la guerra lì avevano scaricato i fucili e lui che era giovane andava lì con il cavallo e li portava, dove adesso c'è la scuola, che un tempo c'era un magazzino e poi andavano lì i partigiani e li portavano via tutti loro di notte.

Da Bernate se bombardavano Boffalora si vedeva.

Riguardo la scuola il signor Sarino ha preso la licenza di terza media, mentre il signor Carlo non ha frequentato molto la scuola.

Si andava a giocare davanti alla chiesa dove c'era un parchetto.

Quando si andava in guerra si faceva amicizia anche con altri soldati.

EPISODI:

"Eravamo a Pola a fare militare ed è morto un soldato e lo hanno portato all'ospedale e hanno chiesto chi vuole fare la guardia al morto e io e un altro soldato abbiamo alzato la mano e siamo andati.

E a me è toccato il turno dalle 10 a mezzanotte; avevo sonno e ho preso il morto gli ho messo sul capo un elmetto di ferro e di fianco un fucile e io mi sono messo al suo posto.

Quando è arrivato l'altro solato per darmi il cambio è andato dal morto e gli ha detto: "Alzati, alzati!" e io mi sono alzato e il soldato ha gridato: "Il morto si è svegliato!" e aveva paura."

-Ricorda nonno Sarino-"Eravamo io e un altro soldato napoletano, eravamo andati al ristorante, dopo aver pagato il napoletano gli diceva: "Melissari andiamo via,…agio prieso una vierza." E io non caoivo perché era napoletano!

Siamo andati fuori e lui ha tirato fuori la tovaglia del tavolo, "vierza" in napoletano, e mi ha detto che l'ha presa per fare le calze perché faceva freddo; io credevo "vierza" la verdura!"

-Ricorda nonno Sarino-

"Hanno arrestato Mussolini e l'ordine lo hanno fatto scrivere; è subentrato Madogli dalla Russia.

Eravamo a San Canziano e ci fu questo discorso: " una divisione tra reggimenti è giunta, di un  battaglione di mitraglieri, carabinieri sono tornati 108 uomini da 6000/7000 soldati" ci mandarono fuori dalla Russia.

Nessuno secondo il generale dove va andare in Russia perché c'era la disfatta e poi ci fu l'armistizio e vennero gli americani con le fandiere bianche dicendo che la guerra era finita! Sul cammino del ritorno incontri un uomo a Trieste che voleva il suo fucile, ma lui in cambio voleva dei vestiti puliti e poi fecero lo scambio. Feci un cammini a piedi dalla Russia fino in bassa Italia e una volta arrivato a casa vidi che la mia casa era stata bombardata avevo, 20 anni, quindi sono andato da mio fratello

-Ricorda nonno Sarino-

Il sale costala 4/5 lire al kg e ce ne era poco ed era caro.

Per mangiare al ristorante le tessere e da casa mandavano a Sarino le tessere.

"A Bernate o vicino non c'erano tanti ristoranti in tempo di guerra e si pagava 4 lire.

Per mangiare si andava nelle campagne dove c'erano gli alberi da frutta.

A Bernate c'era un vivaio di ciliege e alla sera si andava a mangiarle."

-Ricorda nonno Carlo-

Non c'era il riscaldamento c'rea solo la stufa.

Sarino ha ritrovato suo fratello che non vedeva da anni grazie al fischi che avevano da bambini.

A scuola si andava con gli zoccoli e non con le scarpe.

Il sabato sera si andava al cinema, a Boffalora o a Magenta, o nelle osterie e la domenica si andava in chiesa presto.

Si andava a dormire vestiti perché faceva freddo.

Si avevano i pantaloni corti e quando si consumavano si mettevano le pezze.

Si comprava la stoffa e si andava dal sarto a fare i vestiti.

Nel tempo del fascio c'era una scritta sul muro di un a casa a Bernate.

PORTARE L'ORO PER LA PATRIA

C'era la tessera per le sigarette e per il pane; si mangiavano le zucche cotte con il pane nel forno.

Si ballava la balera, ma in tempo di guerra c'era il coprifuoco.

L'acqua negra era un deposito dei tedeschi.

Il gruppo

Il gruppo "Grandfather WAR" che ha collaborato per raccogliere le testimonianze dei nonni sulla loro esperienza nel campo della guerra soprattutto, ma anche in molti altri è composto:

Dagli alunni:

·       Giulia Dema

·       Toffanin Francesca Letizia

·       Elena Carsenzuola

·       Chiara Ceriani

·       Aurora Maggioni

·       Ludovica Ranzini

·       Davide Torrisi

E dai nonni:

·       Carlo Baroli

·       Rosario Melissari detto "Sarino"

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